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Il cigno nero

il cigno neroIl cigno nero è una storia di droga e di alcol, di bulimia e anoressia di sesso e di cibo…

Natalie Portman interpreta Nina, una ballerina classica che sogna di sfondare. Il regista dello spettacolo le affida il ruolo principale nel Lago dei Cigni, dovrà quindi interpretare sia il cigno bianco (buono, bello e virtuoso) sia quello nero (malizioso, seducente e peccaminoso).

Nina smette di mangiare, si abbandona al sesso (in solitaria e in compagnia), all’alcol e alla droga. Nessuna sorpresa quindi se inizia dopo poco ad avere visioni e a confondere il sogno con la realtà.

Il tempo passa e i dubbi del regista si fanno sempre più grandi, in fondo è convinto del fatto che Nina non sia adatta a interpretare il ruolo del cigno nero: è troppo perfetta, troppo buona, troppo concentrata sulla tecnica.

Nina vive solo rapporti complicati, con la madre, con il regista, con la collega/rivale e, ovviamente, con se stessa.

L’immersione in questo mondo alterato riesce a far emergere il lato oscuro di Nina che alla prima dello spettacolo esegue un ballo perfetto, conquistando l’ammirazione di tutte le colleghe e perfino della collega rivale. Il prezzo che paga è decisamente alto: completamente impazzita si accoltella nel momento conclusivo del ballo, cogliendo appena l’ovazione del pubblico che decreta il suo trionfo e muore.

La Portman ha vinto l’oscar per questa interpretazione e il film è stato promosso anche con una campagna di viral marketing in cui venivano criticate le scene di sesso e di autolesionismo del film. Bah…

Un film carino ma abbondantemente sopravvalutato.

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