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Regista

Ken Loach

Ken LoachKenneth Charles Loach (Nuneaton, 17 giugno 1936) è un regista, attivista e politico britannico.

Dopo un’infanzia caratterizzata da frequenti trasferimenti insieme alla famiglia a causa della guerra, da ragazzo prestò servizio militare nella Royal Air Force. Concluso il servizio militare, a 25 anni, si stabilì a Oxford per studiare legge al St Peter’s College dell’Università di Oxford. Qui entrò in contatto con il gruppo di teatro sperimentale dell’università, iniziò a recitare e ne divenne presidente. Dopo l’università, recitò e diresse spettacoli teatrali prevalentemente presso Birmingham. Nel 1961 iniziò a lavorare come aiuto regista per la ABC Television. Passò poi alla BBC quando questa stava per lanciare il proprio secondo canale. In questi anni ebbe inizio la sua collaborazione con Tony Garnett, produttore con il quale aveva in comune la cultura politica socialista.

Con Garnett, Loach realizzò 10 episodi di The Wednesday Play, che in quegli anni rivoluzionarono il genere del dramma televisivo britannico creando il genere del docu-drama, che utilizzava tecniche documentaristiche per raccontare storie di fantasia, con l’obiettivo di creare consapevolezza politica negli appartenenti alla classe operaia e al ceto medio. Questo spirito ha poi caratterizzato tutta la sua ampia produzione successiva. Tre episodi della serie The Wednesday Play, sono andati perduti e sono: Up the Junction (1965), adattamento di un libro di Nell Dunn, si occupa di un aborto illegale, Cathy Come Home (1966) da un’idea di Jeremy Sandford, tratta la vita dei senzatetto, la disoccupazione, e il funzionamento dei servizi sociali, e In Two Minds (1967), scritto da David Mercer, racconta la vita di una giovane schizofrenica e il rapporto con il sistema di salute mentale. Durante la lavorazione della serie The Wednesday Play, Loach inizia a dirigere film per il cinema, esordendo con Poor Cow (1967) e Kes (1970), tratto da un racconto di Barry Hines; quest’ultimo film è stato inserito dal British Film Institute al settimo posto nella sua lista dei migliori film britannici del XX secolo.

La produzione cinematografica di Loach negli anni ’70 e ’80, di scarso successo economico, fu spesso vittima di una cattiva distribuzione (questi film sono rari da vedere e molti non sono mai usciti in videocassetta VHS o DVD) e di censura politica: caso eclatante fu il suo documentario The Save the Children Fund Film (1971), commissionato dalla omonima associazione che in seguito, non soddisfatta dal risultato, ne bloccò la distribuzione tentando di distruggere il negativo e perciò solo nel 2011 la pellicola venne proiettata, per la prima volta al pubblico, presso il BFI.

Nel 1982 la rete televisiva Channel 4, commissionò a Loach e Central Independent Television una serie di documentari sul rapporto tra il sindacato britannico e la politica del primo ministro Thatcher; alcuni non sono stati mai trasmessi, altri solo successivamente, quando il loro impatto sull’opinione pubblica era ormai limitato. Secondo la teoria di Anthony Hayward, illustrata nel suo libro Which Side Are You On? Ken Loach and His Films (2004), il magnate dei media Robert Maxwell aveva obbligato Channel 4 a bloccare la messa in onda dei documentari, perché questo avrebbe interferito nella sua trattativa per l’acquisizione del giornale Daily Mirror, per cui aveva bisogno della collaborazione dei sindacalisti, in particolare di Frank Chapple, rappresentante del sindacato degli elettricisti.

Il documentario Which Side Are You On? (1985), che raccontava lo sciopero dei minatori britannici, che inizialmente doveva essere trasmesso nel The South Bank Show, venne censurato perché giudicato troppo politicamente squilibrato, ma il documentario venne premiato ad un festival italiano, con la conseguenza che Channel 4 dovette trasmetterlo. Il documentario End of the Battle… Not the End of the War?, che racconta l’esito dello sciopero dei minatori venne trasmesso sul Fili Diverse serie di Channel 4, tre settimane dopo la fine dello sciopero. Alla fine degli anni 1980, Loach ha diretto alcune pubblicità televisive. Negli anni novanta, però, il regista britannico è tornato in auge, ed ha realizzato alcuni film di successo, apprezzatissimi dalla critica (tra questi Terra e libertà del 1995), e per tre volte è stato premiato al Festival di Cannes. Nel 1994 gli viene assegnato il Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia.

Nel dicembre 2003 l’Università di Birmingham gli ha conferito una laurea honoris causa in Lettere. Il 28 maggio 2006 la giuria del Festival di Cannes conferisce la Palma d’oro al suo film Il vento che accarezza l’erba. L’8 settembre 2007 Paul Laverty riceve l’Osella alla migliore sceneggiatura per In questo mondo libero… alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 2009 esce Il mio amico Eric. La pellicola viene presentata al Festival di Cannes 2009, aggiudicandosi il premio della Giuria Ecumenica. Nel 2010 esce L’altra verità, presentato in concorso al Festival di Cannes. Il film prende il nome dalla famigerata Route Irish: la strada più pericolosa al mondo che congiunge l’aeroporto di Baghdad con la green zone della capitale irachena. Nel 2014 riceve l’Orso d’oro alla carriera al Festival internazionale del cinema di Berlino.

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