The Punisher

Film tratto dal fumetto omonimo, The Punisher dà allo spettatore quel che ha promesso: una pellicola portata avanti con uno stile fumettistico, scene che sembrano essere tratte dalle pagine di un albo.

Non è un capolavoro, né come storia – il solito giustiziere che ammazza tutti perché qualcuno gli ha ammazzato la famiglia – né come film, ma si può vedere consapevoli di ciò che si avrà: una storia mediocre, ma con scene discrete, totalmente di azione.

The Punisher mette in campo diversi ingredienti, che si mescolano bene fra loro e aumentano lo spessore del film. Non c’è solo la caccia spietata dell’eroe-giustiziere, ma anche una lotta fra la malavita del posto e la mafia giapponese.

Un espediente per girare scene di lotta alle arti marziali, in cui il Punitore dà sempre il meglio di sé, pur riportando qualche ricordo sul suo corpo. Forse un po’ troppo calcate, quelle scene, troppo esagerate, coi colpi del Punitore che vanno sempre a segno.

The Punisher non ha comunque un buon ritmo, non prende, non riesce a tenere viva l’attenzione dello spettatore, tuttavia si riesce a guardare fino alla fine, ben sapendo quale sarà la sua conclusione.

In generale risulta un film spento, che non ha verve, non solo perché non ha alle spalle una storia solida e originale – all’interno ci sono fin troppi cliché – ma anche per come è girato.

C’è sì un’attenzione ai dettagli, nel costume forse troppo vistosamente nero e da guerriero della notte del protagonista, ma non al ritmo delle scene, che avrebbero dovuto essere più scorrevoli.

Per certi versi The Punisher appare esagerato, non solo per i colpi sempre ben riusciti del giustiziere, ma anche in altre scene, come per esempio quando avvicina l’amico alcolizzato servendosi di un modellino telecomandato di camion con una bottiglia di whisky.

Forse una scena presente nel fumetto, che non avrebbe meravigliato il lettore, ma in un film l’atmosfera è differente, più realistica, e il pubblico non si aspetta trovate del genere.

The Punisher non è un film che si ricorda, quindi, che offre allo spettatore una versione originale del giustiziere della notte, ma resta confinato nella sua mediocrità di storia già proposta, forse non deludendo completamente ma neanche esaltando chi lo ha visto.

Riguardo a Ludus

Daniele Imperi si occupa di sviluppo di siti web e di scrittura per il web da oltre dieci anni. Gestisce una serie di blog personali sulla scrittura e la letteratura, scrivendo articoli, saggi e recensioni.

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