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Commedia

La felicità è un sistema complesso

Enrico Giusti, come occupazione lavorativa, convince imprenditori e giovani ereditieri di complessi industriali disinteressati alle sorti dell’azienda che dirigono, persuadendoli a vendere ad altri per evitare il fallimento e per ridurre al minimo le perdite e i licenziamenti. Questo almeno quello che crede lui perché i suoi datori di lavoro, Carlo Bernini e suo padre, sembrano in realtà interessati a monetizzare sulle transazioni finanziarie nei passaggi di proprietà delle aziende. In particolare due incontri casuali, il primo con Achinoam, l’ex ragazza del fratello, una giovane israeliana che tenta il suicidio lasciata a casa sua dal fratello che non riesce a dirle la verità e, successivamente con due adolescenti (Filippo di 18 anni e Camilla di 13 anni) unici eredi del patrimonio di famiglia insieme al loro zio Umberto, rimasti orfani dei genitori in un incidente stradale in un lago che operavano come imprenditori di un gruppo multinazionale con migliaia di dipendenti, gli faranno ripensare al suo ruolo e daranno una svolta alla sua vita.

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