Mediterraneo

mediterraneoVincitore del premio Oscar 1992 come miglior film straniero, Mediterraneo è un film bellissimo e a 20 anni esatti dall’uscita incredibilmente di attualità, per accorgersene basta andare alla fine del film e ascoltare le parole dell'(ormai ex) sergente Lorusso: “non si viveva poi così bene in Italia. Non ci hanno lasciato cambiare niente. E allora gli ho detto <<avete vinto voi ma almeno riuscirete a considerarmi vostro complice>>”. Non per niente è un film “dedicato a tutti quelli che stanno scappando” e conclude la cosiddetta “trilogia della fuga” iniziata con Marrakech Express e Turneè.

E’ la storia di otto soldati del regio esercito italiano che, nel giugno del 1941, vengono mandati in missione di ricognizione e controllo in una sperduta isola greca, all’epoca sotto il controllo italiano. Gli italiani sbarcano e in un primo momento l’isola sembra completamente disabitata, a causa della rottura della radio il piccolo drappello rimane isolato e rimane in attesa di ordini, attuando la missione, intanto i giorni e le settimane passano…

Il gruppo di soldati non potrebbe essere più eterogeneo di così, al comando c’è il tenente Raffaele Montini (Claudio Bigagli) che di professione fa l’insegnante. Il suo vice è il sergente Nicola Lorusso (Diego Abatantuono), l’unico che (almeno inizialmente) dimostra di avere una certa attitudine militare conquista in precedenti campagne in Spagna o Africa (il sergente è piuttosto avaro nei dettagli). Libero e Felice Munaron sono due fratelli originari di un paesino di montagna e montanaro è anche l’alpino Eliseo Strazzabosco (Gigio Alberti) e già il fatto che un alpino istruttore di sci e due fratelli che non hanno mai visto il mare vengano mandati a presidiare una minuscola isola la dice lunga sulle capacità belliche e organizzative italiane. Completano il gruppo il soldato Luciano Colasanti (Ugo Conti), addetto alla radio e devoto aiutante del sergente Lorusso, il soldato Corrado Noventa (Claudio Bisio) e il soldato Antonio Farina (Giuseppe Cederna) attendente del tenente Montini.

L’isola in realtà non è affatto disabitata, in precedenza era stata occupata dai Tedeschi che avevano distrutto la maggior parte delle case, deportato gli uomini sulla terraferma e distrutto tutte le barche così donne vecchi e bambini si erano nascosti, temendo nuovi soprusi e una nuova dura occupazione. Dopo aver osservato per qualche giorno il drappello di italiani i Greci capiscono che non hanno niente da temere e decidono di rivelarsi e tornare alle loro case concedendo ai soldati occupanti una certa fiducia. Il prete dell’isola che conosce la lingua italiana spiega “non ci piace che la nostra isola sia occupata ma prima di voi qui c’erano i tedeschi e tra due mali si sceglie il male minore”.

Lorusso Montini I “militari” italiani, privi di ordini e senza avere sostanzialmente niente da fare si inseriscono nella minuscola società greca, si creano nuovi rapporti sociali, le divise usurate vengono pian piano sostituite da abiti di foggia ellenica e nascono anche delle storie d’amore e di sesso. I fratelli Munarò iniziano una relazione a tre con una bella pastorella, Strazzabosco trova il suo amore in una donna che ha avuto il marito deportato e che possiede un mulo, sua grande passione e che sostituisce la sua Silvana che muore in un incidente all’inizio del film. Il casto tenente si dedica all’arte e affresca la piccola chiesa locale usando i volti dei compagni per rappresentare santi ed evangelisti mentre gli altri, inizialmente, sfogano le loro necessità maschili con la bellissima prostituta Vasilissa, portata sull’isola dai tedeschi e lì dimenticata, tutti tranne il soldato Farina che se ne innamora e non riesce ad accettare di avere con lei un rapporto mercenario.

Tra Vasilissa e Farina non c’è sesso, nasce invece un vero amore e i due si sposano, con rito ortodosso. Nel frattempo il soldato Noventa sparisce, dopo aver trovato una barca infatti diserta intenzionato a raggiungere l’Italia a remi.

Passano altri mesi e casualmente un aereo italiano in difficoltà atterra sull’isola. Il tenente pilota Carmelo la Rosa informa il drappello di tutto quello che è successo durante la loro assenza e i soldati riprendono il contatto con la realtà. Sono infatti passati tre anni dal loro arrivo, Mussolini è caduto e l’Italia è divisa in due con i fascisti al nord che continuano a combattere insieme ai Tedeschi mentre il sud si è schierato con gli Inglesi e gli Americani. Dopo questo breve riassunto sull’andamento del conflitto il pilota riparte, con la promessa di portare loro notizie in patria e si capisce quindi che la “vacanza” sta per finire.
Poco tempo dopo infatti arriva una nave inglese a recuperare i soldati italiani per riportarli in patria, oltre al fuggitivo Noventa anche Farina decide di nascondersi e di restare sull’isola: è felice con Vasilissa e non ha nessun motivo e nessun affetto per tornare in Italia.

Il film si chiude con una scena piuttosto malinconica: anni dopo la meravigliosa isola greca è diventata una preda per turisti, Lorusso non ha trovato l’Italia che si aspettava al suo ritorno in patria ed ha raggiunto Farina che invece non si è mai mosso dall’isola. Anche l’ex-tenente che raggiunge l’isola perchè ha saputo della morte di Vasilissa non ha trovato la felicità in patria e i tre amici, ormai invecchiati, si mettono a insieme a tagliare delle melanzane.

Riguardo a Pieru

Pierluigi Ferrara ha lavorato come project manager per ZeroDelta. Oltre all'amore per il cinema con Daniele condivide alcuni progetti web in una collaborazione ormai rodata negli anni. Si è finalmente deciso a mettere a posto il suo sito personale Pieru+.

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  1. […] Una vita è troppo poco. Una vita sola non mi basta. Se conti bene non sono neanche tanti giorni. Troppe cose da fare, troppe idee. Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? …perché penso che è passato un altro giorno. Dopo mi commuovo, perché penso che sono solo. Un puntino nell’universo. I tramonti mi piacerebbe vederli con mia madre, e con una donna che amo, magari. Invece le notti mi piacerebbe passarle da solo, o con una bella troia, che è meglio che da solo. (Sergente LoRusso, Mediterraneo) […]

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