Appaloosa

Western di ultima generazione, che sfrutta comunque i temi del western classico, con un buon cast, anche se non riesco a figurarmi molto Viggo Mortensen nella veste di un vice sceriffo. In generale, però, gli attori dimostrano di sapersi muovere negli scenari western.

Appaloosa è il nome di una città. Come già accennato, il tema è quello già sfruttato della città in mano al ricco proprietario e ai suoi scagnozzi, che passano il tempo fra reati di vario genere e soprusi sulla popolazione.

Alcuni membri della comunità chiamano due killer di professione, Virgil e Everett, che assumono così rispettivamente il ruolo di sceriffo e vice sceriffo, prendendo in mano la situazione.

Il film si colora poi di rosa, all’arrivo di una donna in città, che creerà qualche piccolo attrito nella coppia di sceriffi. Il duro Virgil si fa quindi un po’ molle, mentre corre dietro alle gonne della signora. Siamo molto lontani dalla freddezza glaciale di Clint Eastwood.

Appaloosa si vede con piacere, pur non aggiungendo nulla al genere. Forse i personaggi sono un po’ troppo stereotipati, tanto che nelle scene dei duelli sappiamo già come andrà a finire.

C’è qualcosa di originale, comunque, specialmente nei dialoghi fra i due sceriffi, o meglio nelle battute che rendono la pellicola tutt’altro che seriosa.

In generale Appaloosa diverte, intrattiene, ma nel complesso sa di già visto. Non quindi un capolavoro, se paragonato ad altri western che hanno fatto la storia del cinema, ma neanche da accantonare.

Riguardo a Ludus

Daniele Imperi si occupa di sviluppo di siti web e di scrittura per il web da oltre dieci anni. Gestisce una serie di blog personali sulla scrittura e la letteratura, scrivendo articoli, saggi e recensioni.

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