Alexander

AlexanderRicordo che ho aspettato parecchio l’uscita di questo film: la storia di Alessandro Magno mi ha sempre affascinato e sapevo che Oliver Stone stava coltivando da anni l’idea di realizzare un film sul condottiero macedone, non avendo problemi di budget speravo in un capolavoro o almeno in un filmone… mi sbagliavo di grosso!
Il film è un fiasco colossale e la colpa ricade tutta sul suo creatore, non sugli attori e nemmeno sulla produzione. E’ come se tutti i difetti del lavoro di Stone si fossero dati appuntamento in questo film finendo addirittura per essere amplificati. Tanto per capirci: ho visto JFK e mi è piaciuto, so che contiene una montagna di inesattezze storiche e che è un film fatto per dimostrare una tesi complottista non per cercare una verità ma come favola quel film sta in piedi, è appassionante e ben costruito, Alexander proprio no, è inutilmente lungo e noioso con alcune trovate addirittura fastidiose. Per esempio Olimpiade, la madre di Alessandro interpretata dalla splendida Angelina Jolie, viene presentata come una strega dei tempi di re Artù: non invecchia, è circondata di serpenti, tesse trame tremende pilotando tradimenti, matrimoni e assassinii dietro le quinte.

Il film è reso pesante anche dai continui flash-back, dalle voci fuori campo e dai continui, maldestri tentativi di educare lo spettatore, non sorprende il fatto che Oliver Stone, commentando l’insuccesso della sua creatura, abbia dato la colpa ai critici e al pubblico americano ignorante e pigro. La tesi secondo me è poco plausibile, se pigrizia c’è stata è proprio l’indolente, quello che ha provato a infilare di tutto nel nel film senza preoccuparsi di creare un minimo di armonia, di appassionare lo spettatore e di avere un minimo di coerenza narrativa.
Intendiamoci: la storia è sostanzialmente corretta, alcuni svarioni possono essere imputati a esigenze narrative e altri alla precisa volontà di Stone di manipolare i fatti per dimostrare la sua tesi, il problema è che qui, a differenza di JFK, non è si è capito neanche cosa volesse dimostrare e anche per questo ritengo il film un totale insuccesso, sotto tutti i punti di vista.

Dipanata la matassa dei flash-back la storia è quella che ben conosciamo: Alessandro, figlio di Filippo re di Macedonia e della bella Olimpiade, alla morte del padre sale al trono e si incammina col suo esercito alla conquista dell’Asia, travolgendo militarmente i Persiani di Dario III, conquistando Babilonia e arrivando fino in India, passando di vittoria in vittoria in una campagna militare durata 10 anni fino alla sua morte “misteriosa”.
Per un complottista come Stone la  sola morte di Alessandro non è sufficiente come mistero, ecco quindi che anche Filippo, Olimpiade, Parmenione e Filota muoiono per trame complesse, in gioventù la madre insegna ad Alessandro a non fidarsi mai degli uomini perchè sono tutti come serpenti e quindi tutto è più complicato di come sembra.
Alessandro ha una relazione col suo amico e compagno d’armi Efestione. Alessandro è gay? Troppo facile: si sposa e ha un figlio. Conquista l’Asia per liberare il popolo dall’oppressione e dalla schiavitù dei re Persiani. Ma allora perchè gode a vedere i neo-sudditi che si inginocchiano davanti a lui e a sentirsi venerato come un dio? I suoi generali, i suoi amici che lo hanno accompagnato nel corso di 10 anni battaglia sono dei traditori perchè chiedono di tornare a casa? Sono dei rammolliti dediti al vizio dato dagli agi, le ricchezze e dalle mogli conquistate? Sono loro che hanno avvelenato Alessandro? Ma allora perchè Tolomeo rimpiange così tanto gli anni passati col suo re ed amico quando, ormai anziano, racconta l’epopea del re macedone? Sono forse sbagliati i rimproveri che muovono? Molte delle loro obiezioni sono ragionevoli, Alessandro dopo 10 anni di vittorie è impazzito è vittima del suo smisurato ego, della sete di potere e di conquista, della sua immensa volontà di passare alla storia?
Chi avrà la pazienza di vedere il film fino alla fine scoprirà che il regista non solo pone questi (e altri) interrogativi ma si preoccupa qua e là di suggerire una risposta, senza bisogno di alcun materiale storico a supporto delle sue tesi.

Riguardo a Pieru

Pierluigi Ferrara ha lavorato come project manager per ZeroDelta. Oltre all'amore per il cinema con Daniele condivide alcuni progetti web in una collaborazione ormai rodata negli anni. Si è finalmente deciso a mettere a posto il suo sito personale Pieru+.

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