War Horse

War horse posterIl protagonista del film è Joey, un cavallo da corsa che viene addestrato dal giovane contadino Albert (jeremy Irvine) e in un primo momento si adatta alla vita del cavallo da tiro. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale viene venduto a un ufficiale e conseguentemente arruolato in cavalleria.
Il nuovo proprietario è il capitano Nicholls, un ufficiale della vecchia scuola; lui e la sua unità sembrano nostalgicamente ancorati al passato e il loro primo attacco, una carica all’arma bianca contro una postazione tedesca, si risolve tragicamente sotto il fuoco delle moderne (e molto poco cavalleresche) mitragliatrici nemiche. Joey passa quindi in mani tedesche dove conosce un nuovo amico (equino) cui si affezionerà e con in quale condividerà un breve tratto della sua esistenza.
Joey e il suo nuovo amico vengono ritrovati da Emilie, una bambina francese, orfana a ammalata, che vive con il nonno e il cui sogno è imparare a cavalcare; riesce a realizzare il sogno ma subito dopo i cavalli vengono nuovamente requisiti dai tedeschi.
Catturato dai Tedeschi torna a svolgere i compiti del cavallo da tiro solo che invece di trainare l’aratro viene aggiogato al tiro dei pezzi di artiglieria germanica. Lo sforzo cui vengono sottoposti i cavalli è micidiale e dopo poco Joey si ritrova di nuova solo perchè il suo amico muore per la fatica.
Arriviamo alle fasi finali del conflitto, Albert si è arruolato nella fanteria inglese, forse con la segreta speranza di ritrovare Joey. Nel corso di un attacco viene ferito dal gas e perde temporaneamente la vista. Nel frattempo Joey rimane intrappolato nel filo spinato nella terra di nessuno che separa la trincea inglese da quella tedesca, i suoi nitriti di dolore commuovono i soldati di entrambe le parti e due fanti coraggiosi si avventurano al di fuori della trincea per liberarlo. Nè da una parte nè dall’altra partono colpi e il soldato inglese e quello tedesco riescono a liberare il cavallo.
Tornato in campo inglese Joey diventa una leggenda e la storia del cavallo miracoloso passa di bocca in bocca tra i soldati fino ad arrivare alle orecchie di Albert che è ferito in un ospedale da campo, ancora privo della vista. Questi realizza che il cavallo leggendario deve essere il suo Joey e lo chiama con il fischio che gli aveva insegnato a riconoscere quando era ancora un puledro da addestrare, il cavallo lo riconosce e corre a salutare il suo amico e padrone.
La storia riempe di commozione le trincee e niente sembra più poter separare i due amici ma interviene la burocrazia militare e il cavallo deve essere messo all’asta. I soldati fanno una colletta per permette ad Albert di non perdere il suo amico ma interviene un vecchio contadino francese che è disposto a spendere una cifra irragionevole pur di mettere le mani sul cavallo.
L’anziano contadino altri non è che il vecchio nonno Emilie che ha visto nel frattempo morire la sua giovane nipotina e vuole il cavallo per conservarne il ricordo grazie a quell’animale cui si era tanto affezionata. Immancabile il lieto fine: l’anziano parla con Albert e in pochi minuti capisce che è lui il vero padrone dell’animale, che Emilie avrebbe voluto che Albert e Joey tornassero a casa insieme e regalo il cavallo al ragazzo.

War Horse non è un film di guerra, questa è solo sullo sfondo e viene descritta con crudezza ma anche con superficialità, quasi con crudezza. Il film è incentrato su Joey, sul suo passare da un padrone all’altro, tutte persone che sembrano emergere dalla massa. Non mi pare uno dei film più riusciti di Spielberg, un particolare poi mi ha disturbato parecchio: nella versione italiana i tedeschi, anche quando parlano tra di loro, hanno un ridicolo accento … tedesco. Pensavo che questa fosse una particolarità del doppiaggio italiano, invece ho scoperto che è stata un’ideona di Spielberg anzi, la versione originale è ancora peggio dato che anche i francesi parlano con … accento francese.

Riguardo a Pieru

Pierluigi Ferrara ha lavorato come project manager per ZeroDelta. Oltre all'amore per il cinema con Daniele condivide alcuni progetti web in una collaborazione ormai rodata negli anni. Si è finalmente deciso a mettere a posto il suo sito personale Pieru+.

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