Lion – La strada verso casa

Lion - La strada verso casaIndia centrale, fine anni Ottanta. All’età di quattro anni, Saroo, ultimogenito di una famiglia molto povera, chiede di seguire suo fratello maggiore Guddu al lavoro. In una stazione non distante dal loro villaggio natale, Saroo viene lasciato per qualche ora su una panchina, e quando si sveglia non vede nessuno attorno a sé. Mentre cerca il fratello, il bambino sale erroneamente su un treno deserto che non fa sosta e che lo conduce a Calcutta, lontano 1600 chilometri. Sperduto nella caotica metropoli, non parlando la locale lingua Bengali, Saroo sopravvive per strada, viene ospitato da gente di malaffare ma riesce a fuggire, per essere notato da un impiegato che parla la sua lingua Hindi e che lo porta ad un commissariato perché, attraverso la pubblicazione della sua foto sui giornali, qualcuno possa riconoscerlo. Saroo è uno delle migliaia di bambini abbandonati che vagano per la città, sicché non resta che la strada dell’orfanotrofio, dove però i bambini vengono trattati assai rudemente. Giunge un giorno un’assistente sociale che si è interessata al suo caso e ha trovato una coppia di australiani che lo adottano e crescono a Hobart, in Tasmania.

All’età di 25 anni, Saroo è uno studente universitario a Melbourne, con numerosi amici ed affetti, anche indiani, ma non ha dimenticato le sue radici e la sua famiglia, per la quale prova un senso di colpa a causa della sua sparizione. Il giovane passa le sue serate su Google Earth alla disperata ricerca del suo villaggio natale, basandosi sui pochi ricordi, nella flebile speranza di ritrovare la madre e i fratelli.

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