Attack the Block – Invasione aliena

Siamo nella periferia di Londra, nel regno delle gang. Un gruppo di giovani teppistelli avvicina una ragazza e la rapine del portafogli e dell’anello. Durante il furto qualcosa precipita su una macchina poco distante ma non è un fuoco artificiale, come sembrava inizialmente, è un mostro nero e peloso con lunghi artigli e zanne affilate. Senza pensarci due volte il capetto della banda lo fa secco ma non ha idea di quello che sta scatenando con la sua azione: il botolo peloso è un alieno e tanti suoi amichetti lo seguiranno provando a far fuori gli umani.

Una banda di ragazzini sbandati e la giovane infermiere, vittima della rapina, si ritrovano così a difendere se stessi, il quartiere (il block del titolo), Londra e il pianeta terra dall’invasione di questi formidabili alieni, ciechi, stupidi e governati solo dall’olfatto.

Gli alieni piovono dal cielo ma non sono esseri intelligenti, tutt’altro: si tratta di palle di pelo piuttosto stupide e, se non fosse per gli artigli e gli affilatissimi denti che brillano al buio, sarebbe difficile definirli pericolosi. I ragazzini e l’infermiera devono loro malgrado far fronte comune contro la minaccia che viene dallo spazio, capiscono che sono attratti dall’odore del sangue della prima vittima e riescono così ad attirarli in una trappola e farli fuori.

Più che dal sangue il film è macchiato da uno humour inglese che qua e là può strappare qualche sorriso. Indulge anche nella descrizione dei ragazzi, teppisti sì ma in fondo vittime di una società crudele che li ha costretti e diventare così. In fondo poi più che una gang, a giudicare dalle armi e dai mezzi che usano per spostarsi, sembrano il gruppo di bambini di E.T.

Joe Cornish, regista e sceneggiatore del film, non è esattamente l’ultimo arrivato nel mondo del cinema. Se voleva dimostrare le sue capacità di costruire un prodotto con un bassissimo budget ci è riuscito: gli attori sono tutti perfetti sconosciuti, gli effetti speciali inesistenti così come la colonna sonora.

About Pieru

Pierluigi Ferrara ha lavorato come project manager per ZeroDelta. Oltre all'amore per il cinema con Daniele condivide alcuni progetti web in una collaborazione ormai rodata negli anni. Si è finalmente deciso a mettere a posto il suo sito personale Pieru+.

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