Mary Pickford

Mary PickfordMary Pickford nacque come Gladys Louise Smith a Toronto, nell’Ontario. Suo padre, John Charles Smith, figlio di immigrati metodisti inglesi, svolse diversi impieghi saltuari per mantenere la famiglia. Sua madre Charlotte Hennessy discendeva da una famiglia irlandese e cattolica. Anche i suoi due fratelli minori, Jack e Lottie Pickford, desideravano diventare attori. Per compiacere i parenti, sua madre la fece battezzare sia in una chiesa metodista e sia in una cattolica. La Pickford affermò che il suo secondo nome fu modificato in Marie in occasione del suo battesimo. Il padre alcolizzato abbandonò la famiglia nel 1895 e morì tre anni dopo a causa di un’emorragia cerebrale. La madre, dopo la separazione lavorò come sarta, e come affittacamere. Grazie ad un inquilino, Mary, che allora aveva sette anni, ottenne due piccoli ruoli, uno di bambino e uno di bambina al Princess Theatre di Toronto nello spettacolo The Silver King. Successivamente recitò in diversi melodrammi con la Valentine Company di Toronto, interpretando finalmente il ruolo principale nella versione de The Silver King, coronando la sua breve carriera con la parte di Little Eva nella produzione de Uncle Tom’s Cabin (La capanna dello zio Tom), lo spettacolo più famoso del diciannovesimo secolo.

A partire dai primi anni del Novecento, recitare era diventato un affare di famiglia. La Pickford, sua madre e i suoi due fratelli più piccoli, viaggiarono per gli Stati Uniti in treno con compagnie e spettacoli di terz’ordine. Dopo sei anni di povertà, Mary Pickford si concesse un’ultima estate per ottenere un ruolo da protagonista a Broadway, giurando che se avesse fallito si sarebbe ritirata dal mondo del teatro.

Nel 1906, Mary, Lottie e Jack fecero da spalla a Chauncey Olcott, celebre cantante irlandese-americana, nello spettacolo Edmund Burke a Broadway. Infine, Mary interpretò nel 1907 un ruolo da non-protagonista nello spettacolo The Warrens of Virginia a Broadway, scritto da William C. deMille, il cui fratello, l’allora sconosciuto Cecil B. DeMille, faceva parte del cast.

Il produttore David Belasco convinse Gladys Smith a entrare nel mondo dello spettacolo chiedendole però di cambiare il nome. La giovane attrice prese così lo pseudonimo di Mary Pickford. Alla fine delle repliche a Broadway e concluso il tour dello spettacolo, la Pickford si ritrovò ancora senza lavoro. Il 19 aprile 1909, David W. Griffith, che dirigeva la Biograph Company, le fece un provino negli studios di New York per una parte nel film di terz’ordine Pippa Passes. Il ruolo principale fu assegnato a Gertrude Robinson e Mary ebbe nel film solo una particina da figurante, ma Griffith rimase comunque colpito dalla Pickford, la quale comprese subito che recitare nel mondo del cinema era più semplice che recitare ogni giorno su un palcoscenico.

La maggior parte degli attori della Biograph guadagnava 5 dollari al giorno, ma, dopo un solo giorno passato negli studios, Griffith decise di pagare la Pickford 10 dollari al giorno previa una garanzia di guadagno di 40 dollari a settimana. L’attrice, come i suoi colleghi alla Biograph, interpretò sia piccole parti sia ruoli principali, ricoprendo la parte della madre, dell’ingenua, della donna abbandonata, della bisbetica, della schiava, dell’indiana e della prostituta. Così Mary Pickford parla del suo successo alla Biograph: “Ho interpretato donne delle pulizie, segretarie e donne di tutte le nazionalità… mi resi conto che se io avessi preso parte a più film la mia fama sarebbe di gran lunga aumentata, e sarei stata richiesta maggiormente.” Il pubblico riconobbe la Pickford poche settimane dopo la sua apparizione cinematografica. I gestori del cinema sfruttarono la sua popolarità pubblicizzando attraverso uomini sandwich i film, dichiarando che avevano come interprete “La ragazza riccioli d’oro”, “Blondilocks” e “La ragazza della Biograph”.

La Pickford lasciò la Biograph nel dicembre 1910 e passò l’anno successivo recitando come protagonista in alcuni film dell’Indipendent Moving Pictures Company (IMP) di Carl Laemmle. La IMP e la Majestic furono inglobate nella Universal Pictures nel 1912. Poiché non era d’accordo con le loro scelte creative, tornò a lavorare con Griffith quello stesso anno. Alcune delle sue migliori performance furono film come Friends, The Mender of Nets, Just like a Woman e poi The Female of the Species. In quell’anno l’attrice presentò Dorothy e Lillian Gish (amiche entrambe conosciute durante i giorni del tour teatrale) a Griffith. Entrambe diventarono importanti star del cinema muto, rispettivamente nelle commedie e nelle tragedie.

Mary Pickford fece il suo ultimo film per la Biograph, Il cappello di Parigi, alla fine del 1912 e ritornò a recitare a Broadway nello spettacolo di David Belasco A Good Little David. Questa esperienza fu il punto di svolta della sua carriera. La Pickford, che sempre aveva sperato di conquistare il palco di Broadway, scoprì quanto profondamente le mancava recitare nei film.

Nel 1913, Mary decise di recitare esclusivamente nei film. Nel 1912 Adolph Zukor aveva formato la Famous Players in Famous Plays che più tardi diventerà la Famous Players-Lasky Corporation e successivamente la Paramount Pictures, una delle più importanti società cinematografiche americane. La Pickford lasciò il palcoscenico e divenne una delle stelle di Zukor. Zukor credeva che le potenzialità di un film consistessero nel filmare gli attori teatrali in repliche dei loro ruoli e produzioni più importanti e famosi. Inizialmente riprese la Pickford in una versione muta di A Good Little Devil. Il film, prodotto nel 1913, mostrava gli attori della commedia di Broadway mentre recitavano ogni riga dei dialoghi e il risultato fu un film statico che Mary in seguito definì “uno dei peggiori film che abbia mai fatto… è stato orribile”. Zukor si trovò d’accordo, infatti ritirò il film dalla distribuzione per un anno.

Il lavoro dell’attrice scritto per la cinepresa all’epoca aveva già attirato un forte seguito. Commedie-tragedie come The Bishop’s Carriage (1913), Caprice (1913) e specialmente Hearts Adrift (1914) la fecero diventare irresistibile agli occhi degli spettatori.

Riguardo a Pieru

Pierluigi Ferrara ha lavorato come project manager per ZeroDelta. Oltre all'amore per il cinema con Daniele condivide alcuni progetti web in una collaborazione ormai rodata negli anni. Si è finalmente deciso a mettere a posto il suo sito personale Pieru+.

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